“Capiamo cos’è utile a seguito del calcolo, ma non sappiamo più che cos’è buono, che cosa è giusto, che cosa è vero, che cosa è bello.”
A lungo abbiamo applicato questa logica anche al mondo del lavoro, riducendo la complessità dell’esperienza umana a semplici metriche prestazionali e perdendo di vista la persona.
Tuttavia, il benessere psicologico dei collaboratori e le loro emozioni non sono variabili secondarie da escludere, ma reali catalizzatori di crescita.
Qui, la lucida riflessione di Umberto Galimberti sulle contraddizioni della nostra epoca, che offre alle realtà corporate le chiavi di lettura necessarie per costruire un nuovo modello organizzativo, restituendo spazio e centralità al valore inestimabile dell’essere umano.
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