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5 miti da sfatare su leadership e innovazione, secondo Alex Osterwalder

Da un lato c’è l’orizzonte delle nuove idee: entusiasmante, motivante, in cui la creatività e la sperimentazione, almeno in teoria, possono spaziare e raggiungere nuove vette. Dall’altro c’è la gestione delle innovazioni: l’integrazione in processi e attività ben consolidati, la pianificazione degli sviluppi che potrebbero portare. E in mezzo c’è un gap.

Le organizzazioni comprendono ormai bene le potenzialità della tecnologia, l’impatto dell’intelligenza artificiale e le nuove opportunità che emergono in ogni settore. Eppure, spesso le idee rimangono sospese tra ispirazione e teoria, senza mai tradursi in risultati concreti.

Da idee a realtà: è una questione di leadership

Non è un gap causato dalla tecnologia: ormai un acceleratore potente e accessibile, è proprio la tecnologia a rendere l’innovazione possibile come mai prima d’ora. Non è mancanza di visione, ma neppure bassa capacità di gestione: è la necessità di orchestrare le nuove idee e trasformarle in azioni concrete ripensando i modelli di business e di gestione, per adattarli alle nuove direzioni societarie e dei mercati. È, insomma, una questione di leadership.

Innovazione vs implementazione?

Questo significa che le due dimensioni sono separate? Innovazione e implementazione, sostiene Alexander Osterwalder, uno dei più apprezzati esperti di strategia contemporanei, creatore del celebre Business Model Canvas, sono due fattori che devono assolutamente procedere di pari passo.
“Per costruire un’azienda invincibile dovete creare, gestire e armonizzare due culture completamente antagoniste“, spiega. Queste dimensioni sono quella dell’esplorazione (del nuovo) e quella della valorizzazione (di ciò che esiste già). “Vivono sotto lo stesso tetto e hanno entrambe un ruolo importante. Dovete contemporaneamente esplorare e valorizzare.”

Esistono, in particolare, secondo Osterwalder 5 miti sull’impresa e sull’innovazione, che spesso impediscono a questa sinergia prolifica di verificarsi e di fatto frenano il reale sviluppo di un business model rispondente alle esigenze del mercato del momento.

Mito #1: L’idea perfetta

📌 Mito: La chiave per innovare l’impresa è trovare l’idea perfetta e svilupparla.

💡 Realtà: Il percorso di innovazione dell’impresa deve permettere di trasformare le idee in proposte di valore che interessino i clienti e in modelli economici evolutivi. Trovare le idee è facile, ma non sono che un punto di partenza. Ciò che è difficile è testarle e adattarle finché non si hanno abbastanza prove che le rendano concrete. Il percorso di esplorazione consiste proprio nell’adattare gli spunti innovativi, in modo iterativo, fino a trovare una proposta di valore che i clienti vogliono realmente e un modello economico in grado di potersi ingrandire in modo profittevole.

Mito #2: Metodo + dati = una strada lineare

📌 Mito: Se hai testato le idee con metodo, i dati raccolti indicheranno una via inequivocabile e la soluzione emergerà, come per incanto

💡 Realtà: Innovare e fare impresa richiede, naturalmente, prendere decisioni chiare, ma sulla base di dati che non sono sempre lineari, anzi, spesso sono incompleti o contraddittori. A volte, i dati possono dirci che “uccidere” quell’idea che ci piace tanto è la cosa più giusta da fare.

Anche usando processi di test estremamente rigorosi, trasformare un’idea in realtà concreta, in un’impresa, in un prodotto non è una via tracciata e sgombra da ostacoli. L’importanza fondamentale dei dati, però, risiede nel fatto che, pur non costruendo per noi una via dorata, ci permettono di individuare i pattern, le vie alternative, le opzioni, di ragionare sulle decisioni riducendo i rischi. I dati ci salvano dal rimanere invischiati nelle opinioni: ci consentono di decidere se perseverare, svoltare radicalmente o abbandonare l’idea.

Mito #3: Sempre alzare la posta in gioco

📌 Mito: Se la posta in gioco è alta, il ritorno sarà di certo alto

💡 Realtà: Non necessariamente una grossa scommessa porta a un risultato altrettanto importante. Il percorso più efficace per arrivare all’innovazione richiede piuttosto di moltiplicare il numero di “scommesse” e di farne di più piccole. Progressivamente il numero si ridurrà, a mano a mano che raccogliamo dati. I primi investimenti, i più rischiosi, dovrebbero essere anche i più piccoli, sia a livello economico, sia a livello di tempo. Ma possono “diffondersi” su più idee e progetti: a quelli che daranno conferme più convincenti destineremo investimenti crescenti. Questo processo, applicato con metodo, farà emergere con regolarità i progetti e i team più promettenti.

Mito #4: Business is business

📌 Mito: L’importanza è saper fare impresa

💡 Realtà: Fare impresa o fare imprese? Come abbiamo già accennato, una cosa è l’innovazione, una è la gestione.  Eppure spesso pensiamo che le capacità di eccellere in queste attività siano, in fondo, tutte riconducibili a un generico fare impresa.
Testare e adattare una nuova idee finché non funziona (esplorazione) richiede abilità diverse da quelle necessarie per gestire, ottimizzare ciò che c’è già (valorizzazione). Quando si è nel campo dell’innovazione, l’incertezza è inevitabile: per esplorare è necessario sviluppare capacità di individuare i pattern, forniti dai dati, che possono indicarci le vie più praticabili e produttive per trasformare l’idea in realtà. Più si pratica l’esplorazione, più la si padroneggerà.

Mito #5: Gli innovatori i ribelli

📌 Mito: Chi fa innovazione vuole sconvolgere le cose e non può farlo apertamente

💡 Realtà: i team che si occupano a tempo pieno di innovazione non sono i creativi “ribelli” e pirateschi che spesso abbiamo in mente. Gli innovatori sono partner essenziali all’interno di qualsiasi organizzazione e contribuiscono strategicamente e metodologicamente al loro futuro. Senza un team che la pratica in maniera sistematica, un’innovazione ha poche chance di emergere ed avere successo su vasta scala. Se si “etichettano” i team dedicati all’innovazione come figure creative, disruptive e distanti, questi faranno fatica ad accedere alle risorse più importanti dell’azienda – clienti, mercato – per conoscerle e sfruttarle al massimo.

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